FINAL FOUR BASEBALL - Nettuno campione d'Europa
Barcellona regala un’altra grande gioia al Nettuno che dopo dodici anni rialza al cielo la Coppa Campioni di baseball. E dopo qualche mese bissa il trionfo con San Marino nella Supercoppa Ceb al Montjuic. Ad arrendersi agli uomini di Giampiero Faraone (il manager della squadra vincitrice nel 1997), in una drammatica finale tutta italiana, è stata la Fortitudo Bologna con un finale di 1-0 che la dice lunga su come sono andate le cose. Alla Danesi è bastata una valida dell’ex Manuel Gasparri, dopo un errore che aveva portato in zona punto Beppe Mazzanti, per avere ragione di un avversario che è rimasto in partita e che deve recitare il mea culpa per non aver sfruttato le quattro possibilità con l’uomo in zona punto, compreso l’uomo in seconda (Stocco) e nessun eliminato al nono inning, prima dell’ingresso del closer Pezzullo, che ha salvato la vittoria del compagno Jeff Farnswort, nominato Mvp delle Final Four, per aver messo la museruola ai battitori emiliani con ben quattordici strike out. Un bottino che la dice lunga sulla giornata di grazia del pitcher Usa nettunese, che dopo una partenza lenta, con qualche ball di troppo, è stato imprendibile. Le due formazioni italiane hanno messo in piedi un incontro equilibrato, più tattico che spettacolare, dominato dai pitcher che si sono alternati sulla collinetta dello stadio “Carlos Perez de Rosas” di Barcellona. I lanciatori partenti erano quelli previsti alla vigilia, Jeff Farnswort per la Danesi e Yulman Ribeiro per la Fortitudo. Una scelta azzeccata dai due manager in quanto sia lo statunitense che il venezuelano di passaporto portoghese, che al quinto ha lasciato il posto al venezuelano Moreno, hanno sorretto a dovere la squadra. Bologna nei primi due inning metteva l’uomo in terza. Prima Infante, con una valida, una rubata ed una battuta in diamante; poi con Angrisano, ma senza segnare punti. Non sbagliava invece Nettuno al secondo: Beppe Mazzanti che riceveva quattro ball da Ribeiro, correva in terza sulla palla sfuggita al controllo del ricevitore Stocco ed arrivava a casa sul singolo di Manuel Gasparri (l’unico ad essere riuscito a toccare due volte in valido Ribeiro). Farnswort (semplicemente spettacolare tra la quarta e la quinta ripresa in cui ha messo a segno cinque strike out sui sei uomini affrontati) e Ribeiro continuavano ad essere i protagonisti anche nelle riprese successive. Al sesto un singolo di Alexander, in seconda sul sacrificio di Tavarez, metteva fine alla partita di Ribeiro (3bv in 4,1 riprese con 78 lanci ), sostituito da Fabio Milano. Il mancino eliminava Camilo e, dopo una intenzionale a Peppe Mazzanti, lasciava il posto a Victor Moreno, che chiudeva la ripresa con il kappa a Gasparri. Una bella eliminazione del diciassettenne Mirko Caradonna su Pantaleoni apriva invece l’attacco numero sei della Fortitudo, chiusa rapidamente da Farnswort che toccava quota dieci strike out. Nulla da segnalare nel settimo turno dei ragazzi di Faraone, mentre la Fortitudo si presentava con un singolo profondo di Mazzuca. Il seconda base ex Godo avanzava in seconda sul bunt di Angrisano e rubava la terza dopo il contestato kappa di Frignani. Farnswort per la terza volta faceva morire il corridore in zona punto, mettendo al piatto (il numero 12) Breveglieri. All’ottavo, dopo l’out di Caradonna, Nettuno metteva in base due uomini, Alexander per ball e Tavarez con un singolo interno. Moreno, però, faceva prendere al volo Camilo da Landuzzi. Una palla mancata faceva avanzare i corridori in terza e seconda ed immediatamente Nanni ordinava di caricare le basi ordinando la base intenzionale al match winner della semifinale, Beppe Mazzanti. Sulla battuta di Gasparri arrivava poi il terzo out. Pantaleoni, all’ottavo, dopo altri due kappa di Farnswort pareggiava il conto delle valide, con un singolo interno fermato da Mazzanti. Ma subito dopo arrivava il terzo out. Al nono Faraone ripresentava Farnswort, dopo che i compagni di attacco avevano firmato una valida (Imperiali), prima di subire un doppio gioco. Stocco, il primo uomo a presentarsi nel box, batteva un doppio al centro del diamante ed a questo punto Faraone richiamava il suo pitcher, salutato dagli applausi del pubblico, ed inserire il mancino Carlos Pezzullo, che esordiva facendo battere Mazzuca su Mazzanti. Leo Mazzanti faceva fuori Mazzuca. Faraone saliva sul monte per ordinare la base intenzionale a capitan Frignani. Mossa perfetta, visto che Breveglieri rimaneva al piatto, facendo scattare la festa dei tirrenici, che per la seconda volta consecutiva brindano a Barcellona. E stavolta per il trofeo più importante.
22 / 06 / 2009
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