GIOCHI MEDITERRANEO: VENERDI’ SCENDE IN ACQUA LA CANOA
Dodici squadre nazionali, 75 concorrenti, 18 medaglie in palio: venerdì e sabato ai Giochi del Mediterraneo scende in acqua la canoa. Nell’unica specialità inserita nel programma dei Giochi, la velocità su acqua piatta, sulle distanze classiche dei 1000 e 500 metri per il K1 uomini e donne e per il K2 soltanto maschile. Due intense giornate di gare che, per l’alto numero dei partecipanti richiederanno batterie, semifinali e finali dalle otto del mattino alle 18,30. Campo di gara il lago di Bomba, un bacino artificiale realizzato nel 1962 sul fiume Sangro, in provincia di Chieti, a una settantina di chilometri dal mare e da Pescara. Dove tre giorni fa si sono già disputate le finali del canottaggio che hanno dato all’Italia quattro medaglie d’argento e tre di bronzo. Quattordici, guidati da una Josefa Idem intenzionata a riscattare l’Europeo di Brandeburgo che l’ha delusa, gli azzurri che già si allenano a Bomba. Non sono il gruppo più numeroso perché ci sono gli spagnoli ai Giochi del Mediterraneo di atleti ne hanno portati 16. Ma, numeri a parte, il presidente della federazione italiana canoa Luciano Buonfiglio è sicuro che tutti nella squadra italiana sono consapevoli delle responsabilità che comporta gareggiare di fronte al pubblico di casa e che è anche con i risultati sportivi che si può rendere onore a popolazioni come quelle abruzzesi colpite dalla tragedia immane del terremoto. ‘’Arriviamo a questi Giochi del Mediterraneo positivamente preparati – assicura Buonfiglio – con una squadra completa che ci permette di schierare in ogni gara due equipaggi, per onorare il ruolo che l’Italia riveste come paese organizzatore. Ma sono sicuro che tutti saranno inoltre profondamente consapevoli della responsabilità che li attende nei confronti di un territorio devastato da una disgrazia immensa. Sanno che le loro prestazioni possono servire non soltanto al mondo dello sport, ma a tutto il paese’’. ‘’I valori in campo – aggiunge il direttore tecnico Gianni Mazzoni – li conosciamo. Anche le ultime gare internazionali ci hanno mostrato Francia e Spagna molto forti e poi ci sono Croazia, Slovenia che hanno buone individualità. Noi ci siamo con tutto l’impegno necessario per fare ottimi risultati e il fatto di potere schierare due equipaggi per ogni gara sarà anche una sorta di stimolo in più, un derby interno. Dobbiamo verificare le condizioni del lago, che non conosciamo e possono costituire una incognita’’. Il primo a verificarle in gara sarà, nella batteria inaugurale del K1 1000 metri, Maximilian Benassi, uno degli elementi di forza della squadra sia secondo Mazzoni sia secondo Buonfiglio. Ovviamente con la Idem, con Stefania Cicali, con Michele Zerial, il giovane triestino che sta recuperando dall’infortunio a una spalla che lo ha afflitto nei primi mesi di quest’anno. Benassi agli europei ha pagato, finendo quinto, una certa inesperienza tecnica sui 1000 metri che gli ha fatto spendere troppo in partenza per calare alla distanza. Ha l’occasione immediata per rifarsi così come la Idem. Se Italia, Francia e Spagna si contendono i favori dei pronostici, nella rassegna canoistica dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo trovano spazio anche realtà con tradizioni e ambizioni molto più limitate e che sono potuti arrivare a Pescara soltanto grazie alla solidarietà del movimento sportivo internazionale: Egitto, Cipro, Libano, Malta, Montenegro. ‘’Siamo intervenuti – spiega il presidente della federazione internazionale della canoa, lo spagnolo Jose Perurena, che è a Roma per una riunione dell’esecutivo – sostenendo le spese di viaggio, mentre l’Italia ha messo a disposizione le barche. E’ la politica che dobbiamo portare avanti per ampliare la nostra presenza nel mondo e ripagare la fiducia del Cio che ha confermato nei programmi la canoa così come è ora sia per i Giochi Olimpici del 2012 sia per quelli del 2016''.
Ufficio Stampa Federcanoa
02 / 07 / 2009
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